DOMOPACK LIVE
DOPPIO CD IN USCITA IL 5 GENNAIO 2009 |
GUARDA LE FOTO DELLE STAR: CHIWAWA - ROKIT - CREPES SUSETTE - BARANGO TETANGO
Il Domopack Live nasce dall’immaginario fantastico degli Gnam Gnam People e non è un semplice disco o, meglio, un semplice concerto, bensì un mondo artistico parallelo. In questo mondo ci sono tanti gruppi, cantanti, vere e proprie rock star, ognuno con la sua storia, il suo stile e le sue canzoni, ma tutti con il comune denominatore della musica come divertimento, lontano dalle leggi di mercato della nostra vita reale. Dalla fantasia dei Nostri nasce Bobby Gandolfi, l’organizzatore di questo maxiconcerto per la salvaguardia dell’ambiente (in particolare per salvare gli orsi polari dal progressivo disgelo – termine tecnico DOMOPACK, appunto), che grazie alle sue capacità di PR richiama a Bologna (la sua città) i più grandi artisti Rock del suo mondo parallelo (il mondo dei “Mini”). Chi con un pezzo, chi con 2, i più grandi con 3 o 4 canzoni allietano le centinaia di migliaia di persone accorse per un evento epocale che supera ogni immaginazione. Gli Gnam Gnam People creano gli identikit, le canzoni, gli arrangiamenti, e si travestono di volta in volta in un diverso artista per rendere reale questa fantastica idea !
La scaletta è lunghissima, le star si susseguono da mezzogiorno a mezzanotte di una giornata magica, con 53 canzoni suonate e cantate da oltre 20 band. Gli Gnam Gnam People pubblicheranno un doppio CD con circa 35 delle migliori canzoni e per prepararci all’evento ci saranno delle anteprime sul sito www.gnamgnampeople.com con aggiornamenti periodici! Perciò state connessi… le registrazioni sono ancora in fase di svolgimento, tutto può ancora succedere!!!
Ma da quello che abbiamo sentito fino ad adesso… è in arrivo un capolavoro… STORICO!!
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| LA PAROLA ALL'ORGANIZZATORE... |
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No perché!? Ma davero non è chiaro?!?
Ah ma qui mi devo spiegare assolutamente che se no il disco non lo capisce nessuno!
Alora, se c’è qualcuno qui che ha ben presente in mente il problema del Domopack, ah quello sono io sicuro! Che non è un problema semplice, ah no, ma mi ci adopero lo stesso perché quando voglio so essere chiaro e cristalino.
Piacere, Bobby Gandolfi.
Eh che qui stiamo bene! Abbiamo tutto: le motorette, i calendari delle veline, l’acqua minerale con poco sodio, i condizionatori, le macchinette, i televisori coi cristalli liquidi con poco sodio anche quelli, le scarpe di marca, Beppe Grillo, tutto c’è, cosa ho dimenticato?
Eh che se qui stiamo bene, per il principio dei water comunicanti, c’è qualcuno da qualche altra parte del mondo che soffre, e io non voglio star qui a fare moralismi, bensì un concerto.
Gli orsi polari sono il simbolo che nel mondo si soffre: sono belli, teneri, bianchi e pelosi, eppure li stiamo ammazzando tutti coi nostri scomportamenti sconsiderati da civiltà dei sconsumi.
Son tanto bellini che vien voglia di tenerli in frigo, mi son detto un giorno che mangiavo un gelato. Leggevo sull’Eco di Bologna che le temperature del mondo si stanno tutte riscaldando. E io sudavo a leggere, che ero seduto e pensavo agli orsi pelosi. Sono lì che stavano bene nelle loro banchise polari che galleggiano sull’acqua del mare, e adesso è come se gli accendiamo un fon e: prima suderanno, poi soffriranno e si butteranno in acqua dal caldo, ma poi anche l’acqua scioglierà il Domopack e loro cosa fanno? Mica possono nuotare in eterno?!?
Questo pensiero mi ha scombussolato, che sovrappensiero mi ero messo a leccare l’Eco di Bologna e il gelato me l’aveva fregato un bambino con la maglietta degli Gnam Gnam People.
In quel preciso istante nella mente mi si è aperta come una voragine di neuroni, e ho capito che potevamo salvare gli orsi.
Ho preso un aereo, sono andato di corsa a Vardaljokull, in Islanda, e da lì sono andato con una barchetta rompighiaccio fino al Freezing Point, un posto così dovreste vederlo, e ho incontrato la più grande comunità di orsi polari del pianeta. Sono stato con loro due settimane, ho parlato con tutti e mi hanno confermato che se va avanti così, degli orsi polari rimarrano sono le fotografie.
Allora ho stretto con loro un patto: il patto del Domopack.
Ho promesso che sarei tornato a casa mia e avrei organizzato il più grande concerto della storia dei Mini, una cosa così grandiosa e impotente che tutto il mondo ci avrebbe guardato, e avrebbe capito tutto, e avrebbe aiutato a salvare gli orsi.
Perché gli orsi sono il simbolo del mondo che soffre. Io voglio aiutare gli orsi ma voi poi guardatevi intorno e vedete che ce n’è da fare: aiutare tutti quelli che soffrono accanto a voi, amici vicini e lontani, bimbi e vecchi, anche le foche e le giraffe, i pellicani invischiati nel petrolio e i tre bisonti rimasti del loro immenso popolo, le galline sparauova chiuse nelle aie perennemente illuminate e i cagnolini che vivono fra cemento e rifiuti.
E se ascoltando questo concerto vi divertirete anche soltanto un pochino, magari anche senza capire il perché, avrete salvato un orso nel mio mondo.
Fate qualcosa, se potete, anche nel vostro.
Robert T. Gandolfi
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